Qualche giorno fa è morto un calciatore, un calciatore giovane. Si chiamava Piermario Morosini. Ora, a pensarci bene nessuno di noi l'aveva mai sentito nominare prima della sua morte, siamo sinceri... Però...cazzo che sfiga...era giovane, morti come queste non devono più accadere, il mondo del calcio e dello sport deve riflettere su tragedie come queste. E via con una bella giornata del campionato di calcio rimandata, e giorni e giorni e giorni di servizi su Morosini, e interviste agli amici, e le parole della fidanzata, e i giornali che fanno 2 (due) paginone sulla tragedia, e 10 minuti di servizi al giorno su tutti i telegiornali, e....tutto bene, tutto giusto....ma...
Appena 15 giorni fa è morto Giuseppe Campaniello. Chi è Giuseppe Campaniello? Prima che andiate a cercare su google vi dico che era un'imprenditore che si è dato fuoco una settimana prima della sua morte davanti alla agenzia delle entrate di Bologna.
Si è dato fuoco.
Cioè, questo arriva ad essere disperato a tal punto da darsi fuoco. Non sono qui a disquisire sul perchè del fatto, credo che quando uno si suicida è davvero arrivato al limite. Uno poi che si da fuoco credo sia perfettamente consapevole del fatto che lo farà con una sofferenza indicibile. E spera almeno che il suo gesto abbia una enorme risonanza mediatica, in modo da porre il problema all'attenzione di tutti.
Ed invece appena 10 giorni dopo nessuno si ricorda più di niente, credo addirittura che nessuno di noi (me compreso) si ricordasse più il nome di sto povero Cristo alla fine del telegiornale dal quale ha appreso la notizia.
Non ci sono stati paginoni di giornale sull'argomento, due giorni dopo tutti avevamo rimosso la notizia.
Al funerale dell'imprenditore non c'erano telecamere, non c'era la chiesa stipata di persone e le canzoni di Ligabue, non c'era nemmeno la corona di fiori mandata dalla presidenza della Repubblica.
Sono queste le cose su cui bisogna riflettere...
